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Geologia del territorio di Licodia Eubea

Natura, Paesaggio, Bellezza...


Prima pubblicazione Maggio 2011 - Aggiornamento Novembre 2016 - © Felice Placenti
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Licodia Eubea è un comune della provincia di Catania. Guarda la mappa sottostante, centrata proprio su Licodia Eubea:


Introduzione

Per chi è appassionato della geologia dei Monti Iblei, o comunque di geologia in generale, il territorio di Licodia Eubea rappresenta una zona di alto interesse e di grande fascino. Ciò deriva dall'elevato numero di formazioni geologiche ivi esistenti, dall'antichità di alcune di esse, dalle morfologie cui danno luogo. Basta dare uno sguardo fugace, magari dall'alto, per notare subito la varietà di terreni che caratterizza questo territorio. Molte delle formazioni, poi, mostrano caratteristiche, anche solo estetiche, di grande pregio (potremmo dire "da manuale").

Percorrere strade, trazzere e sentieri diventa, quindi, l'occasione per scoprire le caratteristiche geologiche di quest'area, in una sequenza che sembra non avere fine e che, pietra dopo pietra, svela il suo arcano fascino.
Il territorio di cui parliamo occupa una parte del settore nord-occidentale dei Monti Iblei; si tratta di un settore caratterizzato da morfologie profondamente diverse da quelle che caratterizzano, invece, le zone delle cosiddette "cave", ben più note e che, a dispetto delle evidenze osservative, hanno finito per rappresentare lo stereotipo dei Monti Iblei.

Qui la morfologia prettamente collinare, con ondulazioni ora dolci ora più aspre, si contrappone da milioni di anni al caratteristico scenario dei tavolati calcarei incisi da valli e gole, spesso molto profonde, che caratterizza le altre zone degli Iblei. Le differenze sono chiarissime anche al profano.

Questa rottura nel carattere stereotipico degli Iblei è frutto della differenza litologica dei terreni che costituiscono l'ossatura dei multiformi paesaggi. A modellare i paesaggi, poi, interviene la millenaria azione erosiva degli agenti atmosferici e dei corsi d'acqua, che si manifesta in modi diversi a seconda dei litotipi su cui agisce.


Per un inquadramento generale dei Monti Iblei puoi seguire questo link.


Formazioni geologiche presenti nel territorio

I Monti Iblei si sono formati dalla deposizione di sedimenti marini e dall'accumulo di prodotti vulcanici emessi attraverso eruzioni, per lo più fissurali (cioè da spaccature della terra), sia subaeree sia submarine.

Le formazioni geologiche che possiamo rinvenire nel territorio di Licodia Eubea si sono formate in un periodo che va dal Cretaceo inferiore (Hauteriviano - Barremiano), più di 100 milioni di anni fa, al Quaternario inferiore (Pleistocene inferiore), quasi 2 milioni di anni fa.
L'elenco che segue è una lista di tutte le formazioni di cui parliamo, disposte in linea di massima dalla più recente alla più antica:

  • Calcareniti, sabbie giallastre e calciruditi organogene [Pleistocene inferiore].

  • Sabbie giallastre e calcareniti organogene [Pliocene medio - superiore].

  • Marne grigio-azzurre [Pliocene medio - superiore].

  • Marne e calcari marnosi a microforaminiferi, di colore bianco-crema o anche bianchissimo, costituenti i Trubi, ultimo termine della serie evaporitica; nella parte alta vi si trovano intercalate rocce vulcaniche (ialoclastiti, brecce vulcaniche e/o lave a pillows) [Pliocene inferiore].

  • Gessi microcristallini grigiastri, stratificati (ballatini), depositatisi sul calcare di base; gessi costituiti da cristalli molto grandi, con dimensioni anche decimetriche, geminati a ferro di lancia, anche trasparenti ed incolori [Messiniano].

  • Calcari marnosi e marne biancastre costituenti il Calcare di base, primo termine della serie evaporitica [Messiniano].

  • Formazione Tellaro: marne grigio-biancastre molto friabili e marne calcaree giallastre [Langhiano inferiore - Messiniano].

  • Formazione Ragusa - Membro Irminio: biocalcareniti biancastre a macroforaminiferi, stratificate, alternate a calcareniti marnose giallastre [Aquitaniano - Langhiano inferiore].

  • Formazione Ragusa - Membro Leonardo: calcisiltiti biancastre alternate a marne e calcari marnosi biancastri [Oligocene superiore].

  • Formazione Amerillo: calcilutiti biancastre, con lenti e strati di selce nera, e calcilutiti marnose bianco-crema, con lenti e strati di selce bruna [Campaniano - Eocene medio].

  • Formazione Hybla: calcari marnosi alternati a marne grigio-verdastre. Vi si rinvengono fossili antichi, tra cui ammoniti e belemniti [Hauteriviano - Barremiano].


In questa pagina trovi la tabella dei tempi geologici.


All'interno di queste formazioni, in certe zone si rinvengono noduli e arnioni di selce dalla caratteristica colorazione chiara. Qua e là si trovano anche noduli e arnioni di selce più scura, quasi nera. Nelle foto che seguono sono rappresentati frammenti di selce di colore diverso.

selce  selce

selce

Un'altra formazione geologica interessante è il cosiddetto Membro Irminio della Formazione Ragusa. Si tratta di calcareniti biancastre e calcareniti marnose giallastre, stratificate. Alcuni strati sono visibilmente bituminosi (appaiono grigio-scuri o anche neri). Su qualche parete rocciosa, in mezzo alle stratificazioni, sono visibili addirittura vere e proprie colate di bitume. Il bitume, perlopiù, riempie cavità e fessure della roccia. Associati al bitume si osservano cristallini che tappezzano le cavità o le fessure. Si possono osservare anche frammenti carboniosi neri di bitume secco, facilmente sgretolabili, simili a carbone fossile.

La Formazione Ragusa è presente nella zona anche con il Membro Leonardo.

Vi è poi una località di limitata estensione in cui affiorano le rocce della Formazione Amerillo. Questa formazione è costituita da strati di calcilutiti biancastre alternati a straterelli di selce nera dello spessore di 5 - 10 cm.

calcilutiti

Calcilutiti.

Tra le sabbie giallastre e le calcareniti organogene di Licodia Eubea è facile rinvenire fossili (briozoi, molluschi, etc.). Ne sa qualche cosa l'amico Sandro L., con cui ho effettuato una delle tante escursioni. Tra l'altro quella gita terminò nel pomeriggio a causa di una bufera di neve arrivata all'improvviso (era il 26 Febbraio del 2011).



La serie gessoso-solfifera

Nel territorio di Licodia Eubea, e in quelli confinanti, affiora la serie gessoso-solfifera, o serie evaporitica.
In linea di massima possiamo dire che la serie gessoso-solfifera si è formata in ambiente lagunare, con acque stagnanti, attraverso la deposizione di un insieme di sali che sono precipitati in funzione della propria solubilità, a seconda del grado di saturazione raggiunto in quelle acque. Il risultato di questo processo è la formazione di una serie di strati, non sempre affioranti, che dal basso verso l'alto sono:

  • tripoli;
  • calcare di base;
  • gessi;
  • trubi.

All'interno di questa successione possono trovarsi anche sali di sodio e di potassio, tipici di condizioni di forte evaporazione (per esempio in bacini marini isolati).
Lo zolfo, quando presente, è associato al calcare di base detto, proprio per questo, anche calcare solfifero.

Una delle caratteristiche geologiche più appariscenti della zona è rappresentata proprio dalle formazioni della serie evaporitica. Percorrendo le strade di questo territorio si notano intere colline gessose i cui cristalli grigiastri brillano al sole.
Il gesso si è deposto successivamente al calcare di base, e quindi si rinviene al di sopra di esso. Sopra i gessi, infine, è avvenuta la deposizione dei trubi. Si tratta di marne e di calcari marnosi bianchi, a volte bianchissimi, molto teneri (si possono sgretolare con le mani), formati dalla sedimentazione dei gusci calcarei di microscopici foraminiferi come le globigerine. La presenza di questi foraminiferi l'ho potuta verificare con il microscopio.

trubi

Affioramento di trubi erosi dagli agenti atmosferici.

trubi

Trubi.



gesso
Come anticipato, il gesso lo si rinviene sia in minutissimi cristallini, che formano belle stratificazioni dalle differenti tonalità di grigio, sia costituito da una infinità di grandi cristalli dalla caratteristica forma a ferro di lancia. Al di sotto della parte superficiale, esposta all'azione alterante e disgregativa degli agenti atmosferici, si possono rinvenire cristalli trasparenti, perfettamente nitidi e incolori (I cristalli di gesso esposti all'azione degli agenti atmosferici sono sempre alterati, come quelli in foto. Al di sotto degli strati gessosi superficiali si possono rinvenire cristalli perfetti). L'uomo ha lasciato la sua impronta attraverso le numerose cave di gesso che costellano il territorio.

Da ricerche fatte in letteratura ho appreso che nella zona non si riscontrano i sali di sodio e potassio, mentre dovrebbe esistere qualche vecchia miniera di zolfo di poco conto.
Nel corso delle escursioni ho potuto trovare con estrema facilità i gessi e i trubi.

foraminiferi
I trubi chiudono la serie verso l'alto e contengono microfossili conosciuti come "foraminiferi", facili da osservare attraverso un microscopio con qualche decina di ingrandimenti. In figura sono visibili alcuni dei microfossili che ho osservato a 40 X. L'osservazione è stata fatta dopo aver spappolato la roccia ed aver effettuato un abbondante lavaggio con acqua. Se non si effettua il lavaggio i microfossili rimangono ricoperti da una patina di polveri che, di fatto, rende quasi impossibile il riconoscimento. Durante il lavaggio (per esempio attraverso successive decantazioni) si dovrà fare attenzione ad allontanare solo le particelle più piccole che rendono torbida l'acqua. Le dimensioni degli esemplari osservati sono al più di un paio di decimi di millimetro.


Le calcareniti bituminose, le selci e la Formazione Amerillo

In alcune zone affiorano, come già detto, calcareniti bituminose. Il nero bitume, in certi casi, forma delle vere e proprie colate.
Nelle zone di affioramento è facile constatare che il bitume è presente nelle fessure e all'interno di cavità in cui si sono sviluppati piccolissimi cristalli. La roccia è attraversata da una rete di venature cristalline e bituminose.
Ho constatato che il bitume attaccato ai campioni di roccia si sgretola facilmente in polveri e frammenti minuti. Con questi residui ho provato a fare un esperimento: dopo averne raccolta una discreta quantità (tre o quattro spatolate), ho riempito il fondo di una provetta che ho poi riscaldato sopra la fiamma di una lampada ad alcool. I frammenti e le polveri si sono liquefatti e dalla provetta si sono liberati fumi dal caratteristico odore di idrocarburi.

calcareniti marnose bituminose  calcarenite bituminosa

calcarenite bituminosa

A Monte Boschitello i recenti lavori per la costruzione di un parco eolico hanno messo in luce gli strati di calcilutite, marna e selce della Formazione Amerillo.
Gli strati di selce sono ben visibili ed hanno uno spessore di pochi centimetri; ma la selce si rinviene anche in forme curiose oppure in arnioni dalle caratteristiche forme ovoidali, discoidali, etc., spesso già staccati dalla roccia (vedasi le foto seguenti).

arnione di selce  arnione_selce


Ho trovato alcuni frammenti di roccia ricoperti da cristalli di calcite con dimensioni di qualche millimetro e cristallizzazioni già staccate dalla roccia.

Formazione Amerillo

Strati di selce nella Formazione Amerillo, a Monte Boschitello


Ovviamente la geologia della zona non si esaurisce in queste poche righe: ho pianificato nuove escursioni in altre contrade che non ho ancora visitato e, quindi, queste pagine sono destinate ad essere ulteriormente aggiornate.


Alcune precisazioni:

Innanzitutto devo premettere che non sono un geologo ma soltanto un appassionato, collezionista di minerali e rocce. Non colleziono fossili e, quindi, in questo campo mi ritengo ancora più ignorante.
Ho provato a rintracciare sul posto le formazioni riportate sulla carta geologica e a dare un nome ai campioni che ho raccolto o solo fotografato.
Sarei ben lieto di ricevere la segnalazione di eventuali errori e imprecisioni, così da poter correggere il lavoro. Ogni segnalazione sarà menzionata su queste pagine insieme alla fonte. Ovviamente gli errori e le imprecisioni saranno corretti.

Il presente lavoro è frutto di una lunga serie di osservazioni personali fatte sul campo. Oltre alla raccolta di campioni, mi è stata di fondamentale aiuto la "Carta geologica della Sicilia Sud-Orientale" alla scala 1:100.000 (M. Grasso - F. Lentini). Sul campo ho adoperato lenti di ingrandimento, un martello da geologo, una mazzetta da 1 kg, uno scalpello con lama da 1,5 cm. Ho utilizzato, ovviamente, attrezzatura da trekking e dispositivi di sicurezza (guanti da lavoro e occhiali paraschegge). Vecchi giornali sono stati utili per imballare i campioni di roccia, mentre sacchetti di plastica di varia misura sono serviti per conservare in ordine i campioni stessi.
Consiglio vivamente il ricorso a bacinelle di plastica quadrate (tipo 30 x 30 x 15 cm) per trasportare i campioni.
Ogni campione è stato accompagnato da un'etichetta riportante la località di rinvenimento, nonché altre indicazioni utili. Ho eseguito fotografie delle zone studiate, degli strati rocciosi e di ogni altro elemento utile allo studio.
A casa, nel mio piccolo laboratorio, ho effettuato osservazioni più accurate, utilizzando anche un microscopio biologico per la ricerca di microfossili.

Per concludere, mi sono stati d'aiuto anche i testi di geologia e mineralogia della mia piccola biblioteca scientifica, mentre su internet esiste una gran mole di informazioni utilissime.

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