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La costellazione dell'Orsa Maggiore



Prima pubblicazione Gennaio 2012 - © Giada Scarnato
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Nome italiano: Orsa Maggiore
Nome latino: Ursa Major
Forma genitiva: Ursae Majoris
Abbreviazione: UMa

orsa maggiore



L'Orsa Maggiore, conosciuta anche con il nome di Grande Carro, è una costellazione circumpolare solo a latitudini uguali o superiori ai 41°. E' formata da sette stelle luminose che rappresentano solo una parte dell'intera costellazione che, invece, occupa ben 1280 gradi quadrati di cielo. Queste sette stelle costituiscono proprio il Grande Carro. L'Orsa Maggiore compie giornalmente un'intera rotazione intorno al polo nord celeste e gli antichi se ne servivano per stabilire l'ora.

Per gli Egizi rappresentava un ippopotamo, per i Galli un cinghiale, per molti altri popoli un'orsa o un carro con le quattro ruote e un lungo timone. Per i Greci, secondo la leggenda, l'Orsa Maggiore era la ninfa Callisto, trasformata in orsa dalla dea Artemide, gelosa solo perché di lei si innamorò Zeus, dandole un figlio, Arcade. Questi, fermato da Zeus mentre, ormai grande, stava per uccidere la madre-orsa, fu trasformato anch'esso e divenne, in cielo, la stella Arturo, la α della costellazione di Boote.

Delle sette stelle principali cinque (cioè la β, la γ, la δ, la ε e la ζ) si muovono tutte verso la stessa direzione dello spazio, la costellazione del Dragone, e pressappoco tutte con la stesa velocità radiale. Le stelle α ed η si muovono, invece, in direzione opposta. Di ciò si accorsero, già nel 1869, Proctor e Huggins che intrapresero un paziente lavoro di osservazione. Quindi possiamo dedurre che, già dai tempi di Erodoto o delle prime dinastie egizie, la costellazione doveva avere un aspetto diverso da quello che oggi siamo abituati ad osservare. Nel corso dei secoli la sua forma cambierà nuovamente (per approfondimento vedasi "Le correnti stellari").

Entro i confini della costellazione troviamo stelle doppie e multiple, stelle variabili e oggetti di profondo cielo.


In questa pagina si parla di come individuare le costellazioni nelle 4 stagioni.

orsa minore


α UMa: è chiamata Dubhe, che vuol dire "il dorso dell'Orsa". Si tratta di una stella gigante, di colore giallo-arancione, circa 150 volte più luminosa del Sole. La sua magnitudine visuale è pari a 2. Costituisce un sistema binario stretto, con una compagna bianca di settima magnitudine circa. La separazione angolare è approssimativamente di 0.8".

β UMa: è chiamata Merak (o Mirak), ovvero "il lombo dell'Orsa". E' una stella bianca, di magnitudine 2.4, circa 30 volte più luminosa del Sole.

γ UMa: è conosciuta come Phekda (o Phad), che vuol dire "la coscia". Si tratta di una gigante bianca, con magnitudine 2.5 circa 75 volte più luminosa del Sole.

δ UMa: è nota come Megrez, cioè "attacco della coda". E' una stella bianca di magnitudine 3.4, circa 16 volte più luminosa del Sole.

ε UMa: Alioth, cioè "la grassa coda", ma l'etimologia è incerta. Con una magnitudine di 1.8 è la stella più luminosa della costellazione ed è anche 100 volte più splendente del Sole. E' una variabile del tipo α CVn, ma la variazione di luminosità è molto lieve. Alioth è una gigante bianca peculiare e potrebbe essere accompagnata da due compagne invisibili.

ζ UMa: Mizar, cioè "il cavallo", e Alcor, "il cavaliere". Si tratta di una coppia di famosissime stelle visibili anche ad occhio nudo. In realtà è possibile che le due stelle non siano legate gravitazionalmente, tuttavia ognuna di esse costituisce un sistema multiplo.
Mizar è una stella bianca di magnitudine 2.3, con una compagna verdastra di magnitudine 4. La separazione apparente tra le due stelle è di circa 14.4". La componente principale, Mizar A, potrebbe essere a sua volta una doppia spettroscopica. Anche la componente più debole, Mizar B, è a sua volta una stella doppia. Inoltre il sistema Mizar A-Mizar B potrebbe contenere una quinta componente non visibile.
Anche Alcor è una stella doppia spettroscopica. In questo modo il sistema Mizar-Alcor potrebbe essere in realtà un gruppo di ben sette stelle!

Vicinissima ad Alcor, ma la vicinanza è solo prospettica, si trova una stella di ottava magnitudine conosciuta come Sidus Ludovicianum, cioè "Stella di Ludovico". Lo scopritore, pensando che si trattasse di un nuovo pianeta, lo dedicò a Ludovico V, principe prussiano.

η UMa: è chiamata Benetnasch, o anche Alkaid. E' una stella gigante bianco-azzurra, di magnitudine 1.87. E' circa 300 volte più luminosa del Sole.

Andando verso sud, all'estremità inferiore della costellazione, sono visibili tre coppie di stelle che rappresentano tre zampe dell'Orsa. Si tratta delle coppie
ν-ξ, λ-μ e ι-χ.

ν UMa: è chiamata Alula Borealis. E' una stella arancione di magnitudine 3.7 che possiede una compagna di magnitudine 11.
ξ UMa: è chiamata Alula Australis. E' una stella dorata di magnitudine 4.3. Anch'essa possiede una compagna, pure dorata, di magnitudine 4.8. Entrambe, a loro volta, sono stelle doppie spettroscopiche. Vengono chiamate "la prima zampa" (costituiscono una delle zampe posteriori dell'Orsa).

λ UMa: è chiamata Tania Borealis. E' una gigante bianca di magnitudine 3.5 e appartiene alla corrente stellare dell'Orsa Maggiore.
μ UMa: è chiamata Tania Australis. E' una stella di magnitudine 4.4.
Vengono chiamate "la seconda zampa" (costituiscono una delle zampe posteriori dell'Orsa).

ι UMa: è chiamata Talitha. E' una stella di magnitudine 3.2.
χ UMa: è una stella di magnitudine 4.4.
Entrambe sono stelle doppie. Vengono chiamate "la terza zampa" (costituiscono la zampa anteriore dell'Orsa).

ο UMa: è chiamata Muscida (corruzione del latino "musum"), costituisce il muso dell'Orsa. E' una stella doppia di magnitudine 3.5.

R UMa: è una variabile del tipo Mira Ceti. Si tratta di una gigante rossa la cui luminosità varia tra la magnitudine 6.7 e la 13.4 in 302 giorni.

W UMa: è una variabile ad eclisse, sistema binario formato da due giganti gialle praticamente a contatto. La variazione di luminosità complessiva del sistema varia dalla magnitudine 7.9 alla 8.6 in circa 8 ore.

L'Orsa Maggiore è situata in un'area di cielo in cui non si proietta la Via Lattea, ciò consente la visibilità delle altre galassie (che altrimenti sarebbero coperte dalla nostra).

M 81 (NGC 3031): è una galassia a spirale del tipo Sb, con una magnitudine 7.9 e dimensioni approssimative di 25' x 14'. Dista da noi circa 8.5 milioni di anni luce.

M 82 (NGC 3034): è una galassia irregolare con magnitudine 8.8 e dimensioni di circa 11' x 4'. Si trova più o meno alla stessa distanza di M 81 ed è una forte radiosorgente.

M 81 ed M 82 appaiono vicine nel cielo: circa 1° l'una dall'altra.

NGC 101 (NGC 5457): è una galassia a spirale del tipo Sc con una magnitudine 8 e dimensioni apparenti di circa 27' x 26'. Dista da noi circa 20 milioni di anni luce ed è visibile 6° ad est di Mizar.

M 108 (NGC 3556): è una galassia a spirale del tipo Sc di magnitudine 10 e dimensioni approssimative di 8' x 2'. Dista da noi circa 23 milioni di anni luce ed è rintracciabile circa 1.5° a SE di Merak (
β UMa).
Circa 1° a SE di M 108 vi è la nebulosa M 97. Entrambi gli oggetti sono visibili nello stesso campo inquadrato da un telescopio a basso ingrandimento.

M97 (NGC 3587): nebulosa planetaria conosciuta come "Nebulosa Gufo". La sua magnitudine è pari a 9.9, mentre le sue dimensioni apparenti sono di circa 3.4' x 3.3'. La stellina centrale ha magnitudine 14.

NGC 2841: è una galassia a spirale di magnitudine 9.2 visibile a quasi 2° a SW di
θ UMa.

Per finire, una curiosità: poco più di 1° a NE di Megrez (
δ UMa) è segnato sulle carte celesti l'oggetto M 40. Benché inserito nel catalogo di Messier (che contiene oggetti non stellari) si tratta solo di una debole stella doppia. Venne catalogata da Messier che, cercando in quella zona una nebulosa segnalata da Hevelius, vi trovò solo una coppia di stelline.

In questa pagina trovi un elenco delle costellazioni con il nome latino e quello italiano, l'abbreviazione e la forma genitiva.

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