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La costellazione dello Scorpione



Prima pubblicazione Settembre 2012 - © Giada Scarnato
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Nome italiano: Scorpione
Nome latino: Scorpius
Forma genitiva: Scorpii
Abbreviazione: Sco

scorpione



E' una costellazione zodiacale che, alle nostre latitudini appare bassa sull'orizzonte meridionale; il Sole la attraversa solo nella parte settentrionale (sei gradi) e solo per pochi giorni. Ha un'estensione di 497 gradi quadrati e racchiude un numero considerevole di stelle, sistemi, nubi stellari e ammassi.

La maggior parte dei popoli del passato (quali Egizi, Arabi e Greci) vi ha scorto proprio uno Scorpione anzi la mitologia greca lo collega al mito di Orione. Infatti Giunone, grazie allo Scorpione, riuscì a pungere e uccidere il gigante Orione quando questo stava per raggiungere Diana: è per questo motivo che, in cielo, Scorpione e Orione stanno in regioni opposte.
Troviamo la figura dello Scorpione anche in un bassorilievo del celebre zodiaco egizio di Dandarah.
Invece gli Ebrei videro nella costellazione "Dan", un emblema tribale rappresentato da un basilisco incoronato, mentre i Cinesi videro un "Drago azzurro".

Nello Scorpione sono circa 17 le stelle più luminose tra cui molte doppie, variabili e sistemi multipli. Non mancano ammassi globulari, aperti e nebulose. Inoltre, nello Scorpione, si è verificata la più antica apparizione di nova registrata in occidente, fenomeno osservato da Ipparco in una notte di luglio del 134 a.C. mentre si trovava o a Rodi o ad Alessandria d'Egitto. Fu grazie allo stupore provato davanti a questo spettacolare fenomeno che, come narra Plinio, Ipparco decise di realizzare il primo catalogo sistematico di stelle variabili osservate dalle regioni del Mediterraneo. La stessa nova fu osservata dai Cinesi che la catalogarono tra le cosiddette stelle strane e anomale (Ke-Sing).
Ma la "nova di Ipparco" non fu l'unico evento accaduto in questa costellazione, molti altri se ne sono succeduti nel passato: nel 393 d.C. (supernova), nel 436 d.C. (a detta degli Arabi, che osservarono dalla Persia l'apparizione di questa supernova, per quattro mesi, ".....era una nuova stella con lo splendore della Luna al primo quarto"), nel 1203, nel 1224, nel 1240, nel 1584.
Ma ci sarebbe da menzionare anche la potentissima sorgente di radiazione X, la Scorpio X-1 (13<sup>a</sup> magnitudine), nella zona della luminosa Akrab, 5° a NE di questa. Dopo diversi esami spettroscopici, nel 1975 si ebbe l'evidenza di questa sorgente: un sistema binario stretto tra una vecchia nova (di Ipparco?) e un piccolo corpo celeste molto compatto, presumibilmente un astro in coppia con una stella di neutroni, iperdenso residuo di un'antica supernova.

Anticamente la costellazione dello Scorpione era più estesa, comprendendo anche le stelle della Bilancia che ne rappresentavano le chele. All'epoca in cui l'eclittica venne suddivisa nei dodici segni zodiacali, tutti di uguale ampiezza, si fissarono nel cielo dodici costellazioni zodiacali. Nel fare questa operazione lo Scorpione dovette essere smembrato in due distinte costellazioni: il corpo dello Scorpione rimase mentre con le stelle delle chele venne fatta la costellazione della Bilancia. Infatti alcune stelle della Bilancia hanno nomi propri che fanno riferimento allo Scorpione.

In questa pagina si parla di come individuare le costellazioni nelle 4 stagioni.

scorpione


Esaminiamo un pò più in dettaglio stelle principali e oggetti non stellari presenti in questa costellazione.

α Sco: conosciuta col nome di Antares (anti-Ares), i Romani e gli Arabi la chiamavano Cor Scorpii (Kalb-al-Akrab); è una bella gigante rossa di 1a magnitudine, a 520 a.l. dal Sole, con diametro presumibilmente di un miliardo di chilometri, con una temperatura di 2800°C ma con una luminosità totale circa 9000 volte quella del Sole. Pare che il disco di Antares sia, curiosamente, di forma ovoidale-ellissoidica. E', anche, una stella variabile (irregolare) e la sua compagna (una stella "a guscio" cioè circondata da un involucro gassoso emesso da essa stessa) è un astro verde di circa 6.5 magnitudini scoperto, per caso, nel 1819: sicuramente una splendida coppia stellare da osservare, ma purtroppo non risolvibile con piccoli strumenti.

β Sco: il suo nome proprio è Graffias (dal greco "granchio") o Akrab (dall'arabo "scorpione"). E' un sistema multiplo: entrambe le stelle della coppia visuale sono binarie spettroscopiche; la principale è una stella azzurro-verdastra, caldissima, con una luminosità 2600 volte quella del nostro sole dal quale dista circa 600 a.l.; 2.62 la sua magnitudine; la sua compagna ha una magnitudine apparente di 4.92 ed è di colore blu.

δ Sco: stella bianca di magnitudine 2.3, chiamata Giubba o Iklil-al-Akrab o Akrab Genubi (la meridionale dello Scorpione), si trova a 600 a.l. circa.

ε Sco: leggermente variabile e posta a 9° a SE di Antares, è una bella stella di colore giallo-arancio, 50 volte più luminosa del Sole e 65 a.l. distante; la sua magnitudine è 2.40.

ζ Sco: è chiamata anch'essa Graffias; si divide in ζ1 e ζ2 dove la ζ1 è una variabile irregolare di magnitudine 5 mentre la ζ2 ha magnitudine 3.6. ζ1 e ζ2 formano un reale sistema fisico.

η Sco: con una magnitudine di 3.3 è un astro di tipo presolare, 1000 volte più intenso di questo e posto a una distanza di 50 a.l. da esso.

θ Sco: il suo nome proprio è Sargas (il feritore); è una supergigante gialla la cui magnitudine è 1.8 e la cui distanza è stimata in 650 a.l.

ι Sco: è una coppia visuale: ι1, di 3a magnitudine e di colore bianco-dorato, è una supergigante 60 mila volte più brillante del Sole e da questo distante 3400 a.l.; ι2, di magnitudine 4.8, è di colore bianco ed è accompagnato, a sua volta, da un debole astro di 11a magnitudine. Da questa coppia si diparte il pungiglione dello Scorpione.

κ Sco: anch'essa facente parte del pungiglione è un astro azzurro di magnitudine 2.4; leggermente variabile, la sua distanza è stimata in 470 a.l.

λ Sco: chiamata Shaula (l'aculeo) è una delle stelle più luminose della costellazione con magnitudine 1.6; è una gigante azzurra che dista 300 a.l., brilla 1700 volte più del Sole e, probabilmente, ha raggiunto la sequenza principale.

μ Sco: è una bella coppia, facilmente separabile a occhio nudo, formata dalla variabile ad eclisse μ1 con magnitudine 3.1 e a distanza di 6' a ovest di questa c'è la μ2 di 3.5 magnitudini. La coppia si trova a 520 a.l. e, pare, possa considerarsi un sistema fisico effettivo. Una curiosità: in Polinesia queste due stelle sono chiamate "gli inseparabili" riferendosi ad una storia antica di due fratelli abbandonati.

ν Sco: è, in realtà, un sistema multiplo (per l'esattezza quadruplo) immerso in una debole condensazione gassosa. E' facilmente separabile in una coppia (4a e 6a magnitudine) già con un buon binocolo; con uno strumento di almeno 80 mm si può risolvere la componente più debole in un'altra coppia (magnitudine 7 e 7.5), mentre serve almeno un 150 mm per poter sdoppiare anche la componente più luminosa (magnitudine 4.5 e 5.5). Le quattro stelle hanno colore blu, distano circa 400 a.l. e la reale separazione tra le due coppie è talmente grande che il reciproco legame gravitazionale ha un raggio d'azione 60 volte superiore le dimensioni del nostro sistema solare.

ξ Sco: è un sistema multiplo, precisamente triplo, scoperto due secoli fa' da W. Herschel; è formato da una componente primaria bianco-dorata, che è una doppia molto stretta di magnitudine 4.16 risolvibile con strumenti di almeno 10 cm di diametro, e da una componente secondaria di colore arancione e magnitudine 7.3.

π Sco: è una stella di colore azzurro, magnitudine superiore a 3, distante 1700 a.l. e con una compagna invisibile (a tre milioni di chilometri) che le gira intorno in poco più di un giorno e mezzo.

σ Sco: è un sistema ternario peculiare con la stella principale variabile pulsante di tipo beta Canis Majoris e contemporaneamente doppia spettroscopica (da 3 a 3.8 di magnitudine); a una distanza angolare di 20'' si può notare la componente molto debole del sistema, di nona magnitudine e colore giallo pallido.

υ Sco: detta Lesath, è un astro azzurro di 2.7 magnitudini la cui luminosità eguaglia quella di 2000 Soli e che si trova ad una distanza di 570 a.l.

G Sco: situato nell'aculeo dello scorpione è un astro di colore giallo-arancio e di magnitudine 3.


Tra gli oggetti non stellari menzioniamo:

M4 (NGC 6121): è un ammasso globulare che troviamo a ponente di Antares. Ben visibile con un binocolo è uno degli ammassi più estesi e più vicini a noi; la sua magnitudine è 7.4.

M6 (NGC 6405): è un ammasso aperto le cui dimensioni sono all'incirca quelle lunari. Con una magnitudine pari a 6, è già osservabile senza l'ausilio di strumenti; la sua stella più luminosa, una supergigante arancione, è la semiregolare BM Sco. Quest'ammasso lo troviamo menzionato sia nell'Almagesto di Tolomeo sia nel catalogo di Ulug Beg. Per la caratteristica forma è chiamato anche "Ammasso Farfalla"

M7 (NGC 6475): ammasso aperto di magnitudine 5 è, anch'esso, osservabile ad occhio nudo ed è coetaneo delle Pleiadi. Chiamato dagli Arabi "Tali al Shaulah" (cioè stella nebulosa che segue l'aculeo dello scorpione) si trova a una distanza di 800 a.l. e comprende, per lo più, stelle di tipo giganti bianche e azzurre, alcune delle quali sono sistemi binari e altre sono dotate di veloce rotazione assiale.

M80 (NGC 6093): piccolo ma luminoso ammasso globulare di magnitudine 7.3. A una distanza di 36 mila a.l. fu scoperto nel 1781 da Messier. Nel 1860, il 21 di Maggio, vi è comparsa una nova che raggiunse la settima magnitudine.

NGC 6231: ammasso aperto di sesta magnitudine; è costituito da stelle blu e bianche, per lo più giovani giganti e subgiganti, alcune con attività esplosiva (Wolf-Rayet) altre costituenti sistemi binari.

NGC 6242 ed NGC 6268: sono due ammassi aperti, equivalenti per apparenza e luminosità, con un diametro di circa 10'.

In questa pagina trovi un elenco delle costellazioni con il nome latino e quello italiano, l'abbreviazione e la forma genitiva.

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