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Fra le dolci colline della Valle del Tellaro

Il Fiume e il suo affascinante paesaggio...


Prima pubblicazione Dicembre 2012 - Aggiornamento Ottobre 2016 - © Felice Placenti
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Valle del Tellaro

La Valle poco prima del tramonto, vista dal margine del tavolato ibleo, tra Palazzolo Acreide e il borgo di Rigolizia.


Introduzione

Monte Lauro (m 986 s.l.m.), la vetta più alta dei Monti Iblei, è nato da antiche eruzioni vulcaniche. Non è un vero e proprio vulcano, d'altronde il vulcanesimo ibleo si è manifestato in mille modi diversi: è stato un vulcanesimo complesso, con eruzioni di vario tipo, sottomarine e aeree, esplosive ed effusive, reiterate in un lungo periodo di tempo durante il quale i centri eruttivi (spesso fessure da cui si verificavano espandimenti lavici) si sono spostati verso nord, fino a lasciare il campo alle eruzioni etnee, attive ancora oggi.

Valle del Tellaro
Dalle falde di Monte Lauro hanno origine numerosi corsi d'acqua che scaturiscono da una moltitudine di sorgenti. Alcuni di questi fiumi sono importantissimi, almeno a livello locale (Anapo, Irminio). Ma dalle falde del Monte scaturiscono anche sorgenti che danno luogo a piccoli corsi d'acqua che, più a valle, incrementano le portate idriche di altri importanti fiumi che hanno origine altrove (Vizzini, San Leonardo, Amerillo).
Il corso d'acqua più importante è l'Anapo, che sfocia nel Mar Ionio in corrispondenza del Porto Grande di Siracusa. Non solo è il più lungo tra i fiumi iblei, ma il suo nome si lega alla storia e al mito.

A sud di Monte Lauro, tra le colline ad ovest di Palazzolo Acreide, altre sorgenti poste alle pendici meridionali di Monte Erbesso (m 821 s.l.m.) alimentano un altro notevole fiume: il Tellaro.





Per un inquadramento generale dei Monti Iblei puoi seguire questo link.




Il Fiume e i suoi affluenti

Il lungo corso del Fiume Tellaro segna in parte il confine tra le province di Siracusa e Ragusa per poi sfociare a Eloro, presso la Foce Stampace, sulla costa Ionica, a sud di Noto.

Strada facendo le sue portate idriche si incrementano grazie al contributo di torrenti e piccoli corsi d'acqua alimentati da un gran numero di sorgenti.

Sulla destra idrografica:
  • Cava de Lobbis;
  • Cavetta Menta;
  • l'importante Torrente Tellesimo, nel quale confluiscono la Cava di Calamenzana, il Vallone della Fera e la Cava del Margione;
  • Fosso Cavo del Cugno;
  • Cava Scorzone;
  • l'importante Cava Prainito (o anche Pirainito);
  • Vallone Stafenna, che origina da Cava Candelaro (che più a monte prende il nome di Cava di Scalarangio, a sua volta originata da Cava Palombieri e Lavinaro di Polara) e Cava Granati (in cui confluisce Cava Grande e che attraversa il sito dell'Eremo di Croce Santa, da cui anche il nome di Cava Croce Santa);
  • Saia Randeci.

Sulla sinistra idrografica:
  • Fosso Mastica
  • Fiume Bianco;
  • Cava Gaetani, originato da Cava Bebbi e Cava Saranna);
  • Cava Molino Gaetani;
  • Cava della Signora;
  • Vallone d'Angelo e Vito, nel quale confluiscono Vallone Messinella, Vallone Sarmitella, Cava d'Angelo, Cava Costa Fausa e Cava dell'Urva;
  • Val Ruglio (che più a monte prende il nome di Valle Ruglio e Cava Ruglio), in cui confluiscono Cava dell'Asino, Cava Capreria e Cava Vitusa;
  • Valle Battali;
  • Cava Fonda, in cui confluisce Cava di Lentini;
  • Torrente S. Nicola.

Colline nella Valle del Tellaro
Dalle sorgenti a e fino alla congiungente Noto-Rosolini il Fiume scorre tra dolci colline all'interno di una vasta valle. In corrispondenza della congiungente Noto-Rosolini la valle si apre sempre più in un territorio che fino alla foce è costituito da pianure e basse colline.

La Valle del Tellaro ha andamento grossomodo NNW - SSE.

Il confine nord-orientale è ben netto, essendo rappresentato dalle precipiti balze calcaree e marnose del tavolato ibleo (rocce della Formazione Palazzolo), con morfologie interessantissime: ora sinuose, mammellonari e plastiche, ora ripide, rudi e spigolose.

Il confine sud-occidentale, invece, è meno netto, caratterizzato da rilievi più dolci, che si innalzano lentamente sempre più (rocce della Formazione Ragusa).

L'interno della Valle è un mare di colline marnose (rocce della Formazione Tellaro) in mezzo alle quali serpeggiano il Fiume e i suoi affluenti.



Il paesaggio

Quello della Valle del Tellaro è un paesaggio tipicamente agrario, rurale.

Paesaggio agrario  Paesaggio agrario

Paesaggio agrario  Coltivazioni


Il transito dal paesaggio della Valle del Tellaro al paesaggio "tipico" degli altipiani Iblei, al di là del confine nord-orientale della Valle, è netto. Numerose sono le strade che dal settore orientale dei Monti Iblei conducono alla Valle. Attraverso una serie di tornanti, mentre si scende nella Valle, si ha l'impressione di immergersi in un luogo in cui il tempo si è fermato, un giardino di delizie in cui da millenni l'uomo lavora la terra secondo i ritmi delle stagioni, modellandone con rispetto le forme.

Paesaggio agrario

Campo di grano nella Piana di S. Paolo, dove la Valle si apre in pianure e basse colline, prima della foce.


Nella Valle le colline ospitano colture cerealicole, orticole, arboree. Rare le recinzioni: al più antichi muretti a secco, ma spesso i terreni agricoli arrivano fino alle strade senza alcun recinto e, soprattutto, sempre ben puliti dalle erbacce. Anche gli alberi da frutto impiantati sui cigli delle strade sono ben curati. In generale si direbbe che l'uomo qui ha stretto un patto con la natura.
E' presente anche la zootecnia e qua e là sorgono graziosi borghi rurali e frazioni (Castelluccio, San Giacomo, Frigintini, etc.)
Ovviamente, come è anche giusto che sia, le tecniche di lavoro, e soprattutto i mezzi agricoli, non sono più quelli di una volta, e certamente non mancano nemmeno i problemi causati all'ambiente dalla modernità!

Colline della Valle del Tellaro

Colline della Valle del Tellaro

Colline della Valle del Tellaro


Girando tra queste colline il fotografo paesaggista ha la possibilità di trovare numerosi scorci da fotografare. Sebbene siano possibili le immersioni nella fotografia naturalistica (boschi ripariali e macchia mediterranea, acque limpide, formazioni geologiche, etc.), il tema principale credo rimanga quello del paesaggio rurale, con tutte le sue sfaccettature, qui reso più prezioso dalle splendide morfologie collinari, dai molteplici colori della terra dissodata, dal fascino delle spighe. Non disturbano nemmeno i vecchi pali dell'elettrificazione rurale (solo alcuni fastidiosi tralicci qua e là).

Paesaggio agrario  Valle del Tellaro

Papavero tra le spighe  Autunno nella Valle del Tellaro

In estate i campi falciati sono punteggiati da balle di fieno e il paesaggio assume tinte monocromatiche: marroni e avana di fieno ed erba secca.
In autunno cominciano ad apparire le prime erbette verdi, spontanee o coltivate, che iniziano a colorare i campi.
In inverno il paesaggio è una distesa verdeggiante, mentre in primavera si verifica una esplosione di colori e profumi.

I momenti migliori per fotografare queste colline sono l'alba e il tardo pomeriggio, quando la luce radente le colora di toni caldi, mette in risalto le trame formate dai solchi nei campi e le ombre danno profondità e tridimensionalità alle foto.

Paesaggio agreste

Mucche al pascolo

Tramonto nella Valle del Tellaro

Paesaggio agrario

Paesaggio agrario


Il paesaggio della Valle del Tellaro è un paesaggio da fotografare e da respirare, uno scrigno di tesori sperduto in mezzo ai Monti Iblei. E' un paesaggio che deve essere tutelato e valorizzato, nel rispetto della vocazione agricola di questo territorio.


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