I peli urticanti dell'ortica - Stelle degli Iblei

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Osserviamo il micromondo:

i peli urticanti dell'ortica




Prima pubblicazione Dicembre 2015 - Aggiornamento Novembre 2018 - © Felice Placenti
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Ammettiamolo, chi di noi non ha mai provato il fastidioso contatto con un'ortica?
Quando, nel 2015, abbiamo scritto questo breve articolo avevamo scoperto che in uno dei vasi di piante che tenevamo in balcone erano cresciute delle piantine di ortica; allora avevamo pensato di... divertirci ad osservare con il microscopio i fatidici peli urticanti che ricoprono i tessuti della pianta.
Ovviamente avevamo preso tutte le precauzioni necessarie ad evitarne il contatto!

I peli delle piante sono estroflessioni delle cellule epidermiche. Quelli delle ortiche sono detti ghiandolari. Sono composti da una cellula rigonfia alla base così da formare una sorta di fiaschetto a collo lungo. Fiaschetto e collo sono calcificati. Il fiaschetto è sostenuto sulla pianta da un gruppo di cellule che formano una sorta di coppa. All'estremità del pelo vi è una punta terminante con un cappuccetto o "bottone apicale". Il pelo e la punta (silicea) sono cavi e pieni di una sostanza urticante contenente acido formico. Quando qualcosa urta o sfiora il pelo, la punta (o il solo bottone apicale) si rompe e lascia fuoriuscire il liquido urticante (il pelo si trasforma in un ago da iniezione!).

Il pelo urticante dell'ortica è davvero piccolo, microscopico, ma sufficiente a farci passare un brutto quarto d'ora!

Materiale occorrente:

  • forbici;
  • pinzetta;
  • ago da dissezione;
  • bisturi o lametta;
  • lente d'ingrandimento;
  • microscopio;
  • vetrini portaoggetto;
  • vaschetta o piattino;
  • guanti in lattice.

peli urticanti

peli urticanti


Svolgimento:

Innanzi tutto abbiamo reciso con le forbici un rametto della piantina e, servendoci della pinzetta, abbiamo riposto il campione su un piattino (per proteggerci durante tutte le operazioni è possibile indossare dei guanti in lattice).

Con l'aiuto della lente d'ingrandimento, sempre usando le forbici e la pinzetta, abbiamo staccato piccoli pezzi della pianta prelevandoli da diversi punti (foglia, picciuolo, fusticino). Con il bisturi (o la lametta) e l'ago da dissezione abbiamo allestito semplici preparati microscopici estemporanei. In questo caso, avendo i preparati spessore e dimensioni considerevoli, abbiamo ritenuto opportuno osservarli a bassi ingrandimenti e senza i vetrini coprioggetto.

Ma... fermiamoci un attimo. Lo sai che l'ago da dissezione puoi costruirtelo facilmente? Puoi usare un ago da cucito e un bastoncino di legno: ti basta infiggere l'ago in una delle due estremità del bastoncino in cui avrai fatto un taglio o un forellino. Usa della colla forte per fissare stabilmente l'ago al suo manico.

Il bisturi o la lametta servono a tagliare sottili fettine. Sono attrezzi molto affilati e quindi occorre prestare molta attenzione a non farsi male! Per sicurezza i naturalisti più piccoli potranno farsi aiutare dai grandi.

Che cosa abbiamo scoperto? Lo vediamo con l'aiuto delle riprese fatte attraverso il microscopio. Per l'occasione abbiamo usato un microscopio biologico molto economico, un entry level poco più che un giocattolo: il Biolux AL della Bresser. Per le riprese abbiamo usato l'oculare digitale in dotazione, di infima qualità! Eppure qualcosa è venuto fuori! Se il microscopio è ben regolato e tutte le parti sono pulite e bene allineate, svolge egregiamente il suo lavoro.


Alcuni peli sul fusticino dell'ortica. In luce riflessa.



Dettaglio di un pelo. In luce riflessa.



Dettaglio di un altro pelo. Sempre in luce riflessa.



Tre peli urticanti sulla punta di una fogliolina. In luce trasmessa.



Ciuffo di peli urticanti alla base del picciuolo. In luce trasmessa.



Un pelo col suo piccolo bottone apicale. in luce trasmessa.



Pelo su foglia. In luce trasmessa.



Pelo su foglia. In luce trasmessa.



Cellule che, come una coppa, sostengono il pelo urticante. Luce trasmessa.



Pelo e punta terminante con il bottone apicale. Luce trasmessa.



Dettaglio della punta con il bottone apicale. Sempre in luce trasmessa.




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