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Il Biancospino



Prima pubblicazione Maggio 2012 - © Giada Scarnato
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E' un arbusto spinoso e spontaneo la cui specie proviene da tutto l'emisfero boreale. Appartiene alla famiglia delle rosacee e i suoi fiori, molto profumati, sono piccoli, di colore bianco o rosato e iniziano ad apparire tra Marzo e Aprile. Il biancospino diventa un alberello di 4 m circa, molto ramificato e molto longevo (anche più di 100 anni se isolato). E' molto diffuso nelle regioni mediterranee, nei luoghi incolti, nelle campagne e un po' in tutta Italia, in bordi e siepi. I suoi frutti, le notissime bacche rosse delle siepi, maturano in Settembre-Ottobre, hanno un colore rosso bruno, forma ovale e una polpa farinosa e insipida.

Gli antichi Romani consideravano il biancospino una pianta di lieto auspicio, col potere di tenere lontani i malefici. Oggi sappiamo che il biancospino ha ben altre proprietà. In cucina, ad esempio, si possono confezionare marmellate con i suoi frutti (di cui gli uccelli sono ghiotti), mentre in erboristeria gli usi sono molteplici, sia con i suoi frutti sia con i fiori sia con la corteccia. I fiori (che, tra l'altro, contengono vitamina C) si raccolgono in primavera ancora in boccio e si seccano, in tempi brevi, sia al sole (o in forno) sia all'ombra e si conservano, poi, in sacchetti di carta ben chiusi al riparo dalla luce e dall'umidità. I frutti si raccolgono prima della completa maturazione, si fanno seccare al sole e si conservano in vasetti di vetro. La corteccia, infine, si stacca dalla pianta o quando è già avvenuta la caduta delle foglie (a Novembre) o quando la pianta deve ancora germogliare (Febbraio), si fa seccare al sole e si conserva, anch'essa, in sacchetti di carta lontano da luce e umidità.
Le proprietà medicinali del biancospino sono sedative, antispasmodiche, cardiotoniche e vasodilatatrici (e, visto che il biancospino è un buon regolatore della pressione sanguigna, nei problemi all'aorta e nell'arteriosclerosi, può ben sostituire la digitale in quanto meno pericolosa di questa).
In particolare l'infuso di fiori è utile nei casi di palpitazioni, tachicardia, disturbi della menopausa, ipertensione, nervosismo, insonnia, vertigini. I fiori, aggiunti all'acqua del bagno, hanno effetto rilassante.
La tisana di bacche di biancospino si preferisce, invece, come rimedio nella litiasi urinaria e biliare; le bacche hanno, inoltre, blande proprietà astringenti.
Come uso esterno vanno bene tutte le parti della pianta, sia in infuso, sia in decotto e in tisane, per fare sciacqui e gargarismi come antinfiammatori delle mucose di bocca e gola: in particolare la tisana calda è utile nei ronzii e fischi all'orecchio.
Grazie al biancospino è, poi, possibile togliere l'untuosità alle pelli grasse grazie al suo infuso di fiori.
Si fa presente che, essendo un buon sedativo del cuore, se le dosi non vengono rispettate a dovere, il biancospino può rallentare parecchio il polso e provocare stato di sonnolenza.
Per coltivarlo (anche in vaso) serve terreno sciolto, con buon drenaggio, e sole. Si moltiplica per seme o per talea legnosa.

biancospino

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