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L'osservazione del cielo ad occhio nudo

Come riconoscere i pianeti


Prima pubblicazione Luglio 2012 - Aggiornamento Novembre 2018 - © Felice Placenti
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Introduzione

Molte persone pensano che i pianeti non si possano vedere ad occhio nudo. Invece non solo molti pianeti sono perfettamente visibili in cielo ma, addirittura, alcuni di essi sono luminosissimi (in certi periodi Venere può essere visto anche in pieno giorno!). In fondo anche il termine "pianeta" (dal greco "planetai") indica gli "astri erranti" degli antichi, a dimostrazione che l'uomo ha sempre riconosciuto in questi astri una natura differente da quella delle "stelle fisse" ma, soprattutto, che li ha sempre osservati nel cielo stellato.
Nell'antichità i pianeti venivano osservati con attenzione e seguiti nel loro moto apparente lungo la fascia dello zodiaco.


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I pianeti visibili a occhio nudo

I pianeti visibili ad occhio nudo sono:

1) Mercurio;
2) Venere;
3) Marte;
4) Giove;
5) Saturno.

Esistono quattro modi per riconoscere ad occhio nudo i pianeti:

1) appaiono tutti lungo la fascia dello zodiaco, in quanto le loro orbite giacciono su piani quasi paralleli al piano dell'eclittica;
2) la loro posizione tra le costellazioni cambia di giorno in giorno;
3) mostrano una luce ferma e non luccicante come le stelle. Ciò è dovuto al fatto che i pianeti hanno una estensione angolare (ovvero un diametro apparente) ben maggiore di quello delle stelle. Le stelle appaiono puntiformi a causa della loro grande distanza e quindi risentono del fenomeno della scintillazione.
4) hanno colori caratteristici:

  • Mercurio, Venere e Saturno appaiono bianchi con una leggera tonalità calda, oppure giallo-arancioni quando sono vicini all'orizzonte (maggiore assorbimento atmosferico);
  • Marte appare di un intenso arancione-rosso;
  • Giove si mostra giallastro.

La velocità dei pianeti lungo la propria orbita dipende dalla distanza dal Sole: i pianeti più vicini al Sole sono più veloci di quelli più lontani.
Per notare e seguire il moto dei pianeti ad occhio nudo occorrono uno o più giorni. Saturno, addirittura, può impiegare anche circa due anni per attraversare una costellazione. Ma ciò è dovuto anche al movimento orbitale della Terra che, combinato con quello dei pianeti, fa sembrare che questi di tanto in tanto ritornino indietro (moto retrogrado). Ritornando a Saturno, quando il pianeta è vicino all'opposizione sembra muoversi di due primi al giorno in moto diretto e di ben otto primi al giorno in moto retrogrado!

In quest'altra pagina parlo di come individuare le costellazioni nelle 4 stagioni.

Pianeti interni e pianeti esterni


Pianeti interni

I pianeti che ruotano su orbite interne a quella della Terra si definiscono "pianeti interni" e sono Mercurio e Venere. Mentre orbitano intorno al Sole li vediamo occupare nel cielo alcune posizioni particolarmente importanti, soprattutto per la pianificazione delle osservazioni (per poter semplificare la figura sottostante ho illustrato le diverse configurazioni di Venere e Mercurio su una sola orbita)::

pianeti interni

  • congiunzione superiore;
  • congiunzione inferiore;
  • massima elongazione est;
  • massima elongazione ovest.

I pianeti interni mostrano fasi come la Luna.
Le dimensioni apparenti variano con la distanza dalla Terra. In congiunzione superiore la distanza è maggiore: il pianeta si mostra "pieno" e più piccolo. In prossimità della congiunzione inferiore il pianeta è più vicino (la minima distanza la raggiunge in congiunzione inferiore) e si mostra come un'esile falcetta.

Mercurio raggiunge la massima luminosità tra la congiunzione superiore e la massima elongazione est o ovest. Venere, invece, è più luminoso tra la massima elongazione est o ovest e la congiunzione inferiore (36 giorni prima e 36 giorni dopo la congiunzione inferiore).

Mercurio e Venere si rendono visibili nel cielo occidentale, dopo il tramonto del Sole, quando sono in elongazione est, oppure nel cielo orientale, prima del sorgere del Sole, quando sono in elongazione ovest.

Venere è facilmente visibile in quanto è luminosissimo e quando è alla massima elongazione est o ovest rimane osservabile per tanto tempo dopo il tramonto del Sole (Vespero, Stella della Sera) o prima dell'alba (Lucifero, Stella del Mattino). Anticamente si pensava che fossero due pianeti diversi.
Alla massima luminosità è 12 volte più luminoso di Sirio e può essere visto anche in pieno giorno.
In ogni caso, Venere può essere visto già venti minuti dopo il tramonto oppure venti minuti prima del sorgere del Sole (molto dipende dalla trasparenza del cielo).

Mercurio anche alla massima elongazione non si discosta molto dal Sole (al massimo 28°), cosicché può essere visto per poco tempo dopo il tramonto o prima dell'alba, rimanendo sempre basso sopra l'orizzonte. Ovviamente il cielo deve essere limpido e sgombro da nubi e ostacoli vicini all'orizzonte.

Anche se si tratta di eventi molto rari, può capitare che nella congiunzione inferiore Mercurio e Venere passino davanti al disco del Sole.

Pianeti esterni

I pianeti esterni sono quelli che hanno orbite esterne all'orbita terrestre. Tra quelli visibili ad occhio nudo abbiamo:
Marte, Giove e Saturno.

In realtà anche Urano sarebbe visibile ad occhio nudo, ma con molta difficoltà. E' debolissimo (magnitudine 5,7 circa) e luccica come le stelle perché il suo disco sottende un angolo piccolissimo.

I pianeti esterni occupano alcune posizioni particolari, diverse da quelle dei pianeti interni, anche queste utili per pianificare le osservazioni:

pianeti esterni

  • congiunzione;
  • opposizione;
  • quadratura est;
  • quadratura ovest.

Un pianeta esterno in congiunzione non è visibile perché nascosto dal Sole o vicinissimo ad esso. Le migliori condizioni per la visibilità corrispondono all'opposizione.

Un pianeta in opposizione è più vicino a noi, più luminoso e più grande (ma questo particolare è utile per le osservazioni telescopiche). Inoltre un pianeta in opposizione sorge a est mentre il Sole tramonta a ovest, quindi è visibile per tutta la notte.
Marte ha un'orbita molto eccentrica, ne consegue che la sua opposizione può verificarsi di volta in volta a distanze diverse dal Sole. In occasione dell'opposizione afelica Marte si trova massima distanza dal Sole (circa cento milioni di chilometri), mentre nell'opposizione perielica si trova alla minima distanza dal Sole (circa cinquantasei milioni di chilometri) ed è luminosissimo.

Nella quadratura est il pianeta si trova al meridiano (massima altezza in direzione sud) quando il sole sorge.
Nella quadratura ovest il pianeta si trova al meridiano (massima altezza in direzione sud) quando il Sole tramonta.

Saturno è molto luminoso, ma sulla sua luminosità incidono parecchio gli anelli e la loro posizione prospettica rispetto alla Terra. Quando gli anelli si mostrano "di taglio" il loro contributo alla luminosità del pianeta è nullo, invece quando si mostrano "aperti", cioè rivolti verso la Terra, Saturno appare più luminoso.







Le congiunzioni planetarie

Grazie al fatto che i pianeti si muovono sulla volta celeste, capita spesso che si trovino a passare prospetticamente vicini ad altri corpi celesti. Se la distanza apparente tra il pianeta e l'altro corpo celeste è molto piccola si parla comunemente di congiunzione.
I pianeti possono trovarsi in congiunzione fra loro, con la Luna, con le stelle, etc. Le congiunzioni più spettacolari sono quelle tra pianeti luminosi e quelle con la Luna (a volte la congiunzione è talmente stretta che la Luna occulta il pianeta!).

venere-mercurio

Congiunzione Venere-Mercurio del 6 Gennaio 2015
Canon 5D Mark II - Canon EF 200 mm 1:2.8 L II USM
1.6 sec. - f/5.6 - 100 ISO
Venere è l'astro più luminoso, in alto.



venere-luna-mercurio

Venere e la congiunzione Luna-Mercurio del 21 Gennaio 2015
Canon 5D Mark II - Canon EF 24-105 mm 1:4 L IS USM (a 105 mm)
2 sec. - f/5.0 - 100 ISO

Mercurio è a sinistra della Luna ma è poco visibile a causa del crepuscolo ancora troppo luminoso.



venere-giove

Congiunzione Venere-Giove del 29 Giugno 2015
Canon 5D Mark II - Samyang 14 mm 1:2.8 ED AS IF UMC
6 sec. - f/5.6 - 100 ISO

Venere è l'astro più luminoso.



venere-giove

Congiunzione Venere-Giove del 29 Giugno 2015
Canon 5D Mark II - Canon EF 200 mm 1:2.8 L II USM
0.8 sec. - f/2.8 - 200 ISO

Adesso i pianeti sono coperti da un leggero strato di nuvole. Malgrado ciò riescono ad essere visibili grazie alla loro grande luminosità.



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Vuoi sapere come individuare l'ammasso stellare delle Pleiadi? Clicca su questo link.


In quest'altra pagina trovi un elenco delle costellazioni con il nome latino e quello italiano, l'abbreviazione e la forma genitiva.

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